I giorni della bassa stagione
Il mare di bassa stagione ha un modo tutto suo di lavare via i pensieri. Daniela sembrava un'altra persona: la tensione dei mesi passati si era sciolta sotto il sole, restituendomi una donna radiosa, estroversa, con una sensualità naturale che da troppo tempo era rimasta sopita. La nostra stanza d'albergo, affacciata direttamente sulla costa, era diventata un rifugio perfetto.
La prima sera, sulla terrazza ventilata dell'hotel, l'incontro con Luigi e Tiziana era sembrato un puro caso. Tra un bicchiere di vino e le risate sottili, però, l'aria si era riempita di una strana corrente. Io e Luigi ci eravamo trovati a osservare le nostre rispettive compagne con una discrezione solo apparente, cogliendo al volo quella latente, stimolante tensione erotica che iniziava a circolare tra noi quattro.
Il giorno dopo, durante l'escursione a cavallo, quel gioco invisibile aveva preso forma. Non essendo un gran cavaliere, avevo tenuto un passo lento al fianco di Tiziana. Daniela e Luigi, più disinvolti, avevano allungato al trotto, scomparendo dietro le dune della costa. In quell'ora trascorsa da solo con Tiziana, dentro di me era montata una marea inedita: un misto di gelosia pungente e fortissima curiosità. Ma la vera sorpresa era stato scoprire che l'idea di mia moglie desiderata e affascinata da un altro uomo non mi feriva; al contrario, accendeva un desiderio violento, quasi sconosciuto.
Quando ci eravamo ritrovati all'ombra della nostra palmetta vicina alla spiaggia, Daniela sprizzava un'energia contagiosa, con un sorriso audace e una disinvoltura nuova nei confronti di Luigi, che non faceva nulla per nascondere la sua attrazione per lei. Quella sera stessa, in camera, la complicità tra me e Daniela era esplosa. Aver accarezzato quel limite, parlarne tra le lenzuola ascoltando la risacca dalla finestra aperta, aveva riacceso tra noi una passione con un'intensità che non provavamo da anni.
La mattina seguente ci siamo alzati presto. L'aria dell'alba era nitida, la spiaggia ancora completamente deserta. Sotto la nostra solita palmetta abbiamo ritrovato Luigi e Tiziana.
Un'occhiata è bastata. «Bagno?»
Le donne non ci hanno pensato due volte. Hanno sfilato le magliette con un gesto disinvolto, lasciando che il primo sole illuminasse i loro seni nudi, e sono corse verso l'acqua. Io e Luigi le abbiamo seguite a passo rapido. L'impatto con il mare era fresco, ma l'acqua calmissima nascondeva movimenti che freschi non erano affatto.
Tra gli schizzi e le risate, mi è caduto l'occhio su Tiziana: la sua mano è scivolata sott'acqua, incastrandosi con decisione nel costume di Luigi per iniziare a toccarlo con lentezza. Daniela se n'è accorta subito. Mi si è avvicinata, lasciando che le onde spingessero il suo petto turgido contro il mio, mi ha fissato negli occhi e ha fatto scivolare le dita sul mio costume.
Quello sguardo di Luigi, fermo su mia moglie mentre si godeva le attenzioni di Tiziana, ha fatto scattare qualcosa di definitivo. Una scossa elettrica.
Di colpo, Luigi e Tiziana sono usciti dall'acqua, correndo a sdraiarsi a pancia in su sulla battigia battuta dai primi raggi. Li abbiamo imitati al volo. Tiziana non ha perso tempo: ha infilato di nuovo la mano nel costume di Luigi, muovendola a ritmo costante, mentre piantava gli occhi in quelli di Daniela come un aperto invito.
Daniela mi ha cercato. Il suo sguardo chiedeva solo una cosa: la mia complicità. Le ho fatto un cenno impercettibile con la testa.
È bastato quello. La sua mano si è infilata nel mio costume, trovando il mio cazzo già duro, reattivo, pronto. Ha iniziato a segarmi con una presa calda e decisa, specchiandosi nei movimenti di Tiziana. Luigi le guardava a bocca aperta, ipnotizzato da mia moglie che mi toccava a cielo aperto. Daniela, avvertendo il suo sguardo, ha accelerato il passo, respirando più forte e sostenendo la sfida visiva con l'altro uomo.
L'eco di alcune voci in lontananza ha spezzato l'incantesimo. Ci siamo alzati d'impatto, correndo verso la palmetta tra battute rapide e risate smorzate, ma l'aria attorno a noi era ormai satura.
«Daniela, sei piena di sabbia sulla schiena...» ha detto Tiziana, pulendosi a sua volta. «Andiamo a farci una doccia?»
Invece di fermarsi alle docce esterne, si sono dirette a passo sicuro verso l'ingresso dell'hotel. Io e Luigi ci siamo scambiati un'occhiata d'intesa e le abbiamo seguite. Il cuore batteva forte. Le immaginavo già insieme sotto l'acqua calda, che si sfioravano, che rompevano l'ultimo freno.
Luigi mi ha trattenuto per un braccio al piano di sotto: «Mauro, aspetta... diamole qualche minuto». Anche lui stava sognando ad occhi aperti.
Siamo saliti poco dopo, liberandoci dei costumi bagnati e sdraiandoci sul letto. L'attesa era insopportabile. Iniziavamo ad accarezzarci i cazzi da soli, ascoltando il rumore dell'acqua dal bagno. Quando la porta si è aperta, le nostre moglie sono uscite nude, profumate, intasate di vapore. Si asciugavano a vicenda con una lentezza studiata. Daniela mi fissava; cercava ancora la mia approvazione, consapevole che il regista di quella fantasia ero io.
Luigi, di fianco a me, si segava fissando i loro corpi. Io guardavo Tiziana: la pelle ancora umida, le forme perfette, la figa completamente rasata che svettava nella luce della stanza.
Si sono avvicinate al letto d'istinto. Daniela si è inginocchiata su di me, Tiziana su Luigi. Ininsieme. Un ritmo sincronizzato, ipnotico: inghiottivano le nostre erezioni fino in fondo, risalendo per leccare la pelle tesa con la punta della lingua.
Daniela ha iniziato a toccarsi la figa con una foga mai vista, ma i suoi occhi non erano su di me: erano fissi sul cazzo di Luigi che scompariva nella bocca di Tiziana. Voleva quello. Voleva sentire un altro uomo, ma voleva farlo con me presente, esattamente come nei nostri giochi più intimi in camera da letto. Il sogno si stava avverando davanti ai miei occhi, ed era pura adrenalina.
Daniela si è staccata dal mio cazzo, si è spostata decisa verso Luigi e l'ha raggiunto. Tiziana si è fatta subito da parte per lasciarle campo libero. Daniela ha preso l'erezione di Luigi tra le mani e la si è infilata in bocca, ingoiangogli il cazzo fino in fondo alla gola, avida, devota, senza freni. Lo voleva, l'aveva desiderato tanto, e ora era finalmente suo, sotto i miei occhi entusiasti.
Mi sono alzato su un gomito, riprendendo a segarmi nell'estasi totale, quando Tiziana si è girata verso di me e ha detto: «E io che faccio, guardo?». Si è piegata su di me, ingoiando il mio cazzo fino alla radice. Daniela, mentre continuava a leccare e succhiare Luigi, si è girata a guardarmi con uno sguardo di gratitudine e lussuria pura. Goditelo, Daniela. Goditelo tutto.
Poi il ritmo ha cambiato marcia.
Tiziana si è alzata di scatto, è salita a cavalcioni su di me e si è infilata il mio cazzo nella figa, già bagnatissima e pronta ad accogliermi. Nello stesso istante Daniela è salita su Luigi, lasciandosi penetrare fino in fondo.
Sentivo i respiri spezzati di mia moglie, i suoi ansiti ritmati dai colpi di un altro uomo. Conducevano loro il gioco: si alzavano e si abbassavano a ritmo frenetico. Daniela sopra Luigi si afferrava i seni, torturandosi i capezzoli turgidi; Tiziana sopra di me mi cavalcava senza sosta, prendendo persino un tubetto dal comodino per leccarlo e ingoiarlo con la bocca come se fosse un altro cazzo.
L'eccitazione ha toccato il punto di non ritorno. Non ho più tenuto il controllo: con un urlo liberatorio mi sono venuto interamente dentro la figa di Tiziana. Un secondo dopo anche Luigi ha raggiunto il limite, sfilandosi da Daniela all'ultimo momento e venendosi copiosamente sulle lenzuola.
Eravamo tutti stesi, con il fiato corto e i muscoli ancora tremanti. Ho guardato Tiziana, d'istinto quasi mortificato per essere venuto dentro: «Scusami...»
Lei ha sorriso subito, con una naturalezza disarmante: «Tranquillo, nessun problema... prendo la pillola».
Daniela ha ascoltato la frase. Mi ha lanciato un'occhiata carica di complicità e, senza dire una parola, ha fatto allungare Tiziana sul letto. Le ha diviso le cosce, ha allargato con le dita le labbra della sua figa e si è piegata su di lei. Ha iniziato a leccarla con cura, raccogliendo e ripulendo ogni singola goccia del mio sperma che colava verso l'esterno.
Vedere mia moglie piegata sul corpo di un'altra donna, intenta in un gesto così intimo e profondo, è stato il finale perfetto. Quando Daniela si è rialzata, si è pulita le labbra con la lingua, si è girata verso di me e mi ha piantato sulla bocca un bacio caldo, bagnato, facendomi assaporare senza riserve il sapore di tutta quella follia.
DANIELA
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